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Shakti: un seminario sullempowerment dei genitori (traduzione italiana di / Italian translation of Shakti: A Parent Empowerment Seminar)
- By Translator for Italian
- Published 04/18/2008
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Shakti: i genitori come sostenitori
Per celebrare il 32° anniversario della fondazione dell’IICP (Indian Institute of Cerebral Palsy, N.d.T.), il 18 novembre si è tenuto questo seminario sull’empowerment*[1]dei genitori. Esso ha riconosciuto il potere potenziale – Shakti – dei genitori e il notevole ruolo che essi svolgono nello sviluppo dell’organizzazione. Tutti i relatori invitati al seminario erano genitori di un bambino o di un adulto con disabilità. Il seminario era suddiviso in una sessione di apertura e due panel di discussione. Riportiamo un breve resoconto del suo svolgimento e alcuni estratti delle relazioni presentate.
Sessione di apertura
L’ospite d’onore, Poonam Natarajan è presidente del “National Trust” e, fino a poco tempo fa, presidente fondatrice del Vidyasagar, un tempo “Spastics Society of India” (Chennai).
I genitori come sostenitori…si tratta di costruire fiducia
Il genitore di un bambino con disabilità vive un’esperienza molto diversa con il/la proprio/a figlio/a e acquisisce una prospettiva COMPLETA del/la bambino/a e delle sue esigenze. Pertanto, avere un figlio con disabilità cambia la propria filosofia di vita.
Quindi, i genitori “speciali” svolgono un ruolo speciale nel mondo. La mamma di un bambino con disabilità si preoccupa del fatto che questi possa vivere in modo indipendente e ha bisogno di sistemi di supporto da parte della famiglia, della comunità, dell’amministrazione, ecc. E di una comunità nella quale possa confidare. Stiamo creando soltanto una giungla oppure una comunità piena di fiducia e di calore umano?
Siamo qui per cambiare le regole del gioco, un gioco al quale partecipano tutti e in cui tutti vincono! Dennis Waitley ha affermato: “Entrando nel XXI secolo, innovatori e visionari andranno a sostituire predatori e intimidatori. L’indipendenza sarà sostituita dall’interdipendenza. I vincitori saranno i campioni della collaborazione, anziché della competizione con le unghie e i denti”.
Siamo qui per costruire Fiducia, (in inglese: Trust, N.d.T.), proprio come “National Trust” …
Panel di discussione 1: I genitori come leader del cambiamento sociale
Moderatore: Veena Lakhumalani, Specialista in tutela dei bambini, Cini-Asha (un’unità del CINI, Child In Need Institute, N.d.T.)
Pix 8837 (l-r) Kalpana Sarkar, Iona Kundu, Veena Lakhumalani, Dilip Khan, Jo Chopra
Relatori principali: Jo Chopra, Direttore, Karuna Vihar, Latika Roy Foundation (Dehra Dun)
I genitori come leader del cambiamento sociale!
La leadership è un processo, una creazione. Voi dovete avere la capacità di:
- essere al posto di guida
- rallentare
- guardare con occhi nuovi
- cogliere un quadro completo della situazione
- stare in posti diversi
- fare le domande giuste e, quindi, ascoltare le risposte
- adottare il punto di vista di un’altra persona
Iona Kundu, Direttore, Mentaid
I genitori come professionisti
La formazione dei genitori li porta a:
- diventare più impegnati
- trovare risposte
- adottare un approccio sistematico
- apprendere tecniche
- accrescere le loro strategie di adattamento
Uno studio condotto su 157 genitori presso il NIMH (National Institute of Mental Health, N.d.T.) per impartire conoscenze e competenze ai genitori, ha portato ad un miglioramento degli aspetti legati alla comunicazione e alla formazione di competenze, nonché a cambiamenti nel comportamento dei bambini (Peshwaria, R., 1994).
Colmiamo dunque il divario tra professionisti e genitori, con la convinzione che anche i genitori sono professionisti!
Dilip Kumar Khan, Membro del Sahay, gruppo di supporto per genitori
I gruppi di supporto per i genitori
Il Sahay è l’associazione dei genitori di bambini affetti da paralisi cerebrale. Per richiamare alla mente i sentimenti dei genitori appartenenti al Sahay, non è fuori luogo affermare che essere genitori di bambini con handicap porta a molteplici tensioni. In conclusione, non è una responsabilità semplice. Interagendo in grande numero sul programma del Sahay, i sentimenti iniziali di disillusione, estremo isolamento e solitudine hanno iniziato a cedere il passo ad un senso di unione e di appartenenza. Inoltre, abbiamo iniziato a renderci conto del nostro potenziale e anche di quello dei nostri bambini, e ad individuare altre risorse – fisiche, emotive, materiali – e speranze per il futuro.
Tra le varie ragioni per le quali riunire i genitori si hanno:
- Inesistenza di servizi
- Insoddisfazione dei servizi
- Mancanza di corrispondenza tra bisogni e prestazioni fornite
- Tentativo di trovare soluzioni alla preoccupazione maggiore: che cosa succederà quando non ci saranno più i genitori?
- Implementare le leggi e occuparsi dell’ignoranza sociale
- Soddisfare le esigenze emotive
- Scambio di informazioni e consapevolezza
- Fungere da piattaforma per l’utilizzo delle qualità di leadership e di team building
- Aiutare le ONG
- Creare un programma affinché le loro voci siano udite dalla legislazione e dalle autorità che provvedono all’implementazione
- Convincere i Ministeri e le aziende ad includere persone con disabilità
- Consentire loro di vivere in modo dignitoso, trovando loro un lavoro
- Favorire il coinvolgimento di fratelli e sorelle
Kalpana Sarkar, Direttore, Centro per l’Istruzione Prerana
Un progetto del Consiglio del Bengala Settentrionale per le persone con disabilità (Siliguri)
Le strategie di coping♦ dei genitori
Credo che nessuno sia in grado d’insegnare il processo di adattamento ma, in quanto genitori ritenuti professionisti, possiamo condividere le nostre opinioni. Vorrei suddividere le strategie di coping in tre categorie: adattamento emotivo per i genitori e la famiglia più stretta; adattamento sociale nel cercare di affrontare la società; adattamento fisico in termini di consulenza professionale sulla mobilità e altri ausili e dispositivi, sugli adattamenti dell’ambiente domestico per agevolare gli spostamenti, su un ambiente collettivo senza barriere. L’adattamento finanziario, poi, è importantissimo per far fronte alle varie situazioni.
Voglio suggerire che per affrontare situazioni diverse non dobbiamo mirare a ‘soluzioni uniche’: talvolta, svolgendo le cose più banali in modo diverso, avremo fatto la differenza. Concludo dicendo che la conoscenza, l’onestà e la dedizione sono gli elementi che ci rendono forti e, per citare Tagore: “Io non prego che tu mi protegga dalle difficoltà, ma che tu mi renda coraggioso quando le affronto”.
Panel di discussione 2: Superare gli ostacoli del cambiamento sociale
Moderatore: Tulika Das, Segretaria del Sanchar
Relatori principali: Reena Bhandari, Project Manager di “Voce e Visione” (sostenuto dal programma Hilton/Perkins della Perkins School per ciechi, USA)
Avere il coraggio di sognare
Come famiglie, quali sogni e aspirazioni nutriamo per i nostri bambini?
Per loro, sogniamo una vita nella quale possano raggiungere il loro più alto potenziale, avere la possibilità di fare scelte e condurre una vita appagata. Speriamo che esercitino i loro diritti come individui e che adempiano ai loro doveri nella comunità in cui vivono. Come genitori di un bambino con disabilità, possiamo avere gli stessi sogni per nostro figlio? Possiamo auspicare che il nostro bambino trovi le proprie forze e abbia le opportunità per condurre una vita dignitosa e indipendente, ed essere un membro attivo della sua comunità? Possiamo osare sognare tutto questo?
Siamo fortunati a vivere nel mondo attuale, in cui esiste un movimento a livello mondiale per le persone con disabilità. Chi meglio delle famiglie e delle persone con disabilità può svolgere un ruolo da protagonista nell’ apportare dei cambiamenti?
Esistono alcuni modi attraverso i quali possiamo farlo.
Informiamoci sulla legislazione corrente.
Utilizziamo meccanismi di ricorso governativo.
Osiamo e siamo visibili: usiamo i media per esercitare pressione.
Creiamo delle reti con altri gruppi di persone con disabilità.
Assicuriamo la rappresentatività nei comitati governativi e nei gruppi consultivi.
Le persone con disabilità, le loro famiglie e le organizzazioni di volontariato sono agenti del cambiamento molto efficaci.
Siamo intraprendenti e garantiamo l’uso del nostro potere potenziale per apportare un cambiamento positivo nella vita delle persone con disabilità.
* N.d.T.: Il termine inglese empowerment significa “conferimento di poteri o di autorità, autorizzazione”. Essendo tale concetto molto ricco dal punto di vista semantico, è spesso preferibile lasciarlo in lingua originale.
♦ N.d.T. Coping deriva dal verbo inglese “to cope (with)” che significa affrontare, far fronte (ad una situazione). Pertanto, le strategie di coping si riferiscono a strategie di risposta adattativa a determinate situazioni.
