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Laccesso alla giustizia (traduzione italiana di / Italian translation of Access to Justice)
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Published on 04/8/2008
 
 

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L’accesso alla giustizia da parte delle persone con complessi bisogni comunicativi

Documento presentato alla Conferenza ISAAC di Düsseldorf, Germania, 2006

 

Mary Blake Huer, California State University di Fullerton, Stati Uniti;

Diane Bryen, Temple University, Philadelphia, Stati Uniti;

Keren Yaniv, Bizchut -  Centro Israeliano per i Diritti Umani delle Persone con Disabilità, Gerusalemme, Israele;

Na’ama Lerner, Bizchut - Centro Israeliano per i Diritti Umani delle Persone con Disabilità, Gerusalemme, Israele;

Tsivia Wajsberg, Bizchut – Progetto “Due Process” (Giusto procedimento, N.d.T.) del Centro Israeliano per i Diritti Umani delle Persone con Disabilità, Gerusalemme, Israele;

Fiona Given, Avvocato, North Ryde, Australia.

 

Introduzione

Storicamente, le persone con complessi bisogni comunicativi si sono viste negare un pieno accesso alla partecipazione ai sistemi giudiziari per ragioni legate alla comunicazione. La tradizione orale dei sistemi dei tribunali è radicata e incentrata sulla lingua parlata (Given, 2004). Le persone con complessi bisogni comunicativi sono, in genere, comunicatori non verbali e può darsi che non abbiano la possibilità di accedere ad un assistente per la comunicazione. Queste persone, quando si trovano a comunicare con partner non abituali, hanno spesso bisogno di supporti. La natura delle norme e delle procedure dei sistemi legali, solitamente, non favorisce l’inclusione di queste persone. La terminologia legale non è sempre disponibile negli ausili di CAA e, per poter rappresentare messaggi particolari, occorre selezionare simboli grafici. Non sempre le tecniche e le strategie di comunicazione attraverso la CAA sono accettabili per presentare fatti e testimonianze. Le limitazioni di tempo interessano tutti i procedimenti legali. Questo seminario lancerà una sfida alle tradizionali prassi di esclusione delle persone con complessi bisogni comunicativi. Gli atteggiamenti e la percezione della disabilità nelle società plasmano gli standard di capacità di comunicazione nei sistemi giudiziari. Questo seminario si prefigge obiettivi diretti all’inclusione: (a) dibattere la struttura del sistema giudiziario, (b) citare casi reali di persone con complessi bisogni comunicativi che sono state coinvolte in diverse procedure legali, e (c) introdurre strategie formative e iniziative pratiche finalizzate a garantire, in futuro, un migliore accesso e partecipazione ai sistemi legali da parte delle persone con complessi bisogni comunicativi.

Alcuni esempi

Verranno presentati diversi casi. Le questioni legate alle varie fasi delle procedure legali metteranno in evidenza i problemi di accesso alla giustizia che devono affrontare le persone con complessi bisogni comunicativi. Questi casi includeranno, ad esempio: (a) la descrizione delle esperienze di un individuo cui era stata diagnosticata schizofrenia che ha denunciato maltrattamenti; (b) i preparativi per una comparizione in tribunale da parte di una persona con disabilità intellettive; (c) la lotta per l’‘indipendenza’ di una persona che usava un ausilio di CAA per comunicare; (d) l’accertamento dell’affidabilità dei messaggi trasmessi da individui affetti da paralisi cerebrale, e (e) l’analisi della testimonianza di persone con disabilità dello sviluppo. Verrà presentato un protocollo di valutazione per illustrare la sempre maggiore importanza della preparazione prima dei procedimenti legali. Saranno riesaminati il linguaggio dei professionisti e i metodi per documentare e preparare i messaggi delle persone con complessi bisogni comunicativi. Verrà dato particolare risalto a testimoni che stanno imparando a riferire i fatti in modo attendibile e credibile. Inoltre, saranno delineate le istruzioni per i fornitori di servizi in merito alla conoscenza delle procedure, alla descrizione della condizione di un individuo e il suo livello di prestazioni, e alla documentazione di eventuali prove.